Il cinema dipinto
Un archivio, una missione: restituire al mondo le opere dei Maestri Pittori Cartellonisti Italiani
Oltre sessant'anni a fianco dei cinema italiani
Per oltre sessant'anni la S.A.C. (Servizi Ausiliari Cinema) della famiglia Momigliano ha accompagnato ogni film in arrivo nelle sale italiane. Copie in pellicola, trailer, manifesti, locandine, fotobuste: tutto ciò che serviva a un cinema per aprire le porte e accendere le luci. Un'attività capillare, il trait-d'union tra i distributori e tutti i cinema d'Italia, che si è conclusa nel gennaio 2020.
Ma in quei decenni è successo anche altro. Maneggiando ogni giorno quei fogli dipinti, la famiglia se ne è innamorata: fin dai primi anni Settanta ogni manifesto, ogni locandina, ogni fotobusta passata per i nostri magazzini è stata conservata e messa da parte, senza sapere ancora perché. E da quella frequentazione quotidiana sono nate la conoscenza diretta e l'amicizia con i Pittori stessi, da cui è venuta l'acquisizione dei diritti di sfruttamento sulle opere della maggior parte dei Maestri Pittori Cartellonisti Italiani: gestirli da soli, per i singoli Autori, non era conveniente e l'accordo fu vantaggioso soprattutto per loro. Nel 2003 è nata Webphoto, il portale riservato agli editori che oggi conta oltre 1.500.000 immagini di cinema e tv; nel 2024 le due realtà si sono unite in SacWebphoto S.r.l., il soggetto unico che gestisce anche Movie.it, il progetto nato nel 2019 per il recupero e la valorizzazione delle opere pittoriche del cinema del Novecento.
Quando ogni film era un dipinto
C'è stato un tempo in cui ogni film che usciva in Italia portava con sé un'opera d'arte. Non una riproduzione, non una fotografia ritoccata: un dipinto. Tra gli anni Dieci e i primi anni Novanta i manifesti italiani sono stati universalmente riconosciuti come i più belli e raffinati del mondo, opera di pittori che si chiamavano Ballester, Martinati, Ciriello, Cesselon, Capitani, Brini, Symeoni, Sciotti, i fratelli Nistri, Casaro e molti altri: i Maestri Pittori Cartellonisti Italiani, una scuola unica nata dall'incontro tra cinema e pittura, oggi in parte dimenticata, nascosta negli archivi, in parte perduta.
A questa vicenda straordinaria abbiamo dedicato un saggio completo, la storia del manifesto cinematografico italiano, che la racconta decennio per decennio, dalle origini ottocentesche al tramonto della pittura su carta.
La missione: recuperare, custodire e restituire
La missione di Movie.it è recuperare, restaurare e rendere di nuovo visibili il maggior numero possibile di questi capolavori. Non più esposti per pochi giorni sui muri delle città, come al tempo dell'uscita dei film, ma stabilmente: nelle case, negli spazi pubblici, negli studi di chi li sceglie.
Il lavoro, che abbiamo chiamato Il Manifesto Ritrovato, ha richiesto anni su due fronti: fotografare professionalmente, con più scatti per soggetto, l'intero archivio S.A.C. e rintracciare i maggiori collezionisti privati italiani per recuperare ciò che mancava, in particolare le opere dei decenni precedenti agli anni Settanta. Un lavoro di ricerca, viaggi, relazioni e passione, il cui risultato è la collezione digitale d'epoca più completa mai realizzata di manifesti, locandine e fotobuste: oltre 18.000 film in archivio, oltre 40.000 opere.
Dalla carta alla luce: come lavoriamo
Un archivio di questa portata non si digitalizza: si riscopre, un foglio alla volta, con la stessa pazienza con cui questi capolavori furono dipinti.
Tutto comincia dalla catalogazione, un lavoro filologico: per ogni opera il formato, il titolo, l'anno e, dove possibile, l'attribuzione, rintracciando le firme e distinguendo gli stili. Segue la fotografia d'archivio in alta risoluzione, con illuminazione calibrata per restituire la cromia originale, la grana della carta, perfino il segno del pennello sotto la superficie; molti pezzi, segnati da decenni di pieghe e strappi, richiedono prima una preparazione delicata.
Il restauro digitale avviene in due tempi. Dopo la fotografia, ogni opera riceve un restauro di base che rimuove i segni più evidenti del tempo e viene pubblicata sul portale accessibile a tutti. Quando un'opera viene ordinata si avvia il restauro definitivo: molte ore di lavoro su ogni imperfezione, colori che tornano alla loro intensità, dettagli che riemergono. La stampa fine art, su carta pregiata o tela artistica nel formato scelto, viene realizzata soltanto per chi l'ha ordinata: non una tiratura, non un prodotto a stock, ma un'opera stampata per una persona sola, con una resa che supera in nitidezza e vivacità la stampa tipografica dell'epoca.
Un archivio aperto
Musei e spazi culturali trovano qui il materiale per mostre tematiche. Festival e cineteche arricchiscono le loro retrospettive con i manifesti dell'epoca. Privati e aziende scelgono l'opera e il formato che preferiscono. E ogni opera acquistata fa rivivere il talento di chi l'ha creata: è così che ogni stampa sostiene il recupero della successiva, un capolavoro alla volta.
Il cinema, in Italia, è stato dipinto in modo straordinario. È tempo che il mondo possa vederlo di nuovo.